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Editoriale

 
Il nostro settore quest’estate ha presentato un bilancio positivo dovuto essenzialmente a due fattori: la nostra offerta sempre più diversificata e l’instabilità politica dell’area mediterranea. Ma le buone premesse o promesse non possono bastare a garantire sviluppo e stabilità al settore. Sono più che convinto della necessità di realizzare un piano strategico nazionale degno di questo nome. Altrimenti si ricade nel vizio italiano del ’vorrei, ma non posso’. Penso ad un grande piano strategico ed organico che faccia conoscere le unicità e le meraviglie italiane, tra cui l’agriturismo – un modello unico e invidiato in tutto il mondo – capace di unire l’agricoltura con la cultura e l’enogastronomia. Siamo una vetrina formidabile da valorizzare puntando sugli investimenti, sulla promozione e sul digitale.  A patto che, insieme ad un piano strategico lungimirante e degno di questo nome, si faccia anche ordine nell'offerta turistica, combattendo abusivismo e illegalità. L'Istat ha calcolato che si tratta di un'evasione che arriva al 50% tra pensioni, b&b, sistemazioni di tipo familiare. I "furbi" offrono ospitalità a prezzi inferiori del 30%, rischiando così di mettere le strutture in regola fuori mercato. Allora? Ripartiamo all'interno del brand Italia, con un piano nazionale, ma facciamolo con il piede giusto.
 
Cosimo Melacca
 
 
 
 
Agriturist Admin
 
 
 
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