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Storia di Agriturist

STORIA AGRITURIST ASSOCIAZIONE AGRITURISTICA ITALIA QUARANT’ANNI DI ATTIVITA’ DELL’AGRITURIST

Era il 10 febbraio 1965, quando Simone Velluti Zati, con altri tredici giovani dirigenti della Confagricoltura, nella sontuosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, a Roma, firmava l’atto costitutivo dell’Associazione Nazionale Agricoltura e Turismo, Agriturist. Già da due anni era maturata “l’idea”, l’anno prima si era insediato, a Firenze, un Comitato Promotore, e si discusse a lungo se il nuovo “fenomeno”, la ragione di quella originale trovata, dovesse chiamarsi “agro” o “agri” turismo. Vinse “agriturismo”…

 

Rivoluzione di “giovin signori”
Difficile immaginare se quel giorno, o negli anni appena seguenti, chi diede vita ad Agriturist immaginasse quanto avanti sarebbe andato quel progetto, e quanto avrebbe inciso sulla storia dell’agricoltura italiana. Sta di fatto che Velluti Zati fu eletto presidente, e l’avventura incominciò.
Oggi, parlando con Rinaldo Chidichimo, Giovanni Martirano, Francesco Amantea o Piergiorgio Ortis, che “quel giorno” c’erano e firmarono, raccontano che venivano presi bonariamente per “matti”, dei “giovin signori” più o meno sfaccendati (almeno così pareva ai più) che invece di occuparsi dei problemi “seri” delle proprie aziende, dell’agricoltura vera, immaginavano di poter investire un sacco di soldi nel restauro di tante antiche case diroccate, e ripagarsi la spesa ospitando improbabili turisti.
Non ne parlerebbero con la stessa ironica soddisfazione, se non sapessero che l’Agriturist compie quarant’anni, che l’agriturismo, da loro immaginato, è una realtà per migliaia di imprese agricole, e che fa reddito, cultura, utilità sociale.
Ma non fu nè facile, nè fortunato, il cammino iniziale di Agriturist. Ci volle impegno, sensibilità e simpatia, per coinvolgere, strada facendo, tanti cervelli svegli, tante autorità occupate dalle urgenze quotidiane, tante professionalità disposte a mettersi in gioco.
A cominciare da alcuni dirigenti del Ministero dell’Agricoltura… Michele Bottalico, Alfonso Alessandrini, Vincenzo Pilo, che sostennero i progetti della neonata associazione, infaticabile promotrice di convegni, opuscoli e studi. A Firenze, nel 1968, ci fu un primo storico appuntamento con il convegno su “Città e Campagna”: rileggendo oggi gli atti di quella giornata, gelosamente custoditi da Velluti Zati in una copia ormai unica, Edoardo Speranza (anche lui fra i “costituenti”) osserva sorpreso la straordinaria attualità delle tesi discusse ed approvate.

Dai primi studi, alla legge-quadro
Non diversa impressione si ha sfogliando “La valorizzazione agrituristica della montagna appenninica” o “L’architettura rurale nello sviluppo della montagna”, studi che l’Agriturist ha pubblicato fra il 1972 e il 1975, con la direzione di Massimo Bartolelli e la collaborazione di Francesco Ricci.
Il 1975 vede anche la pubblicazione della prima “Guida dell’Ospitalità Rurale”: le ottanta aziende di allora sono oggi diventate 1600; in molte, allora, mancavano luce, acqua, servizi igienici, oggi sono tutte provviste delle autorizzazioni di legge. La Guida continuerà ad uscire annualmente, testimoniando, con il suo “spessore” la salute dell’agriturismo. Quest’anno compie trent’anni ed è la decana fra le tante guide agrituristiche reperibili in libreria.
Nel 1979, a Roma, in Palazzo Barberini, per tre giorni, si svolge il Seminario Internazionale sull’Agriturismo. Velluti Zati e Giorgio Medici (direttore di Agriturist per dieci anni) invitano a parlare i tanti amici “europei” conosciuti frequentando i convegni del francese TER (Tourisme en Espace Rural), del BEE (Bureau Europeaenne del l’Environnement), di Europa Nostra. Ma soprattutto invitano Giovanni Marcora, allora Ministro dell’Agricoltura, ancora ricordato per le sue battaglie coraggiose e vincenti a Bruxelles, che auspica una stretta collaborazione fra le Organizzazioni Professionali Agricole per la proposizione di una legge che finalmente definisca e disciplini l’agriturismo.
L’occasione favorevole andava colta al volo: alla fine del 1980, nasce Anagritur, consorzio fra l’Agriturist (Confagricoltura) e le recentemente costituite associazioni agrituristiche di Coldiretti (Terranostra) e CIA (Turismo Verde). Un comitato di giuristi, coordinato da Ferdinando Albisinni, è incaricato di elaborare il testo della legge. Il Parlamento la approva il 5 dicembre del 1985, col numero 730. E’ la prima è unica legge al mondo che inquadra organicamente l’ospitalità turistica in aziende agricole come strumento di crescita e di valorizzazione dell’attività agricola. E’ in vigore ancora oggi, e ha guidato le Regioni nel legiferare a propria volta, promuovendo lo sviluppo dell’agriturismo.
Il completamento del quadro normativo e il conseguente sviluppo dell’azione regionale, richiedono un rafforzamento della presenza di Agriturist sul territorio. Il sostegno della Confagricoltura è fondamentale per realizzare questo obiettivo, attraverso l’accoglienza, nelle proprie sedi, delle Associazioni Regionali e le Sezioni Provinciali dell’Associazione. Le aziende agrituristiche aumentano rapidamente di numero, al ritmo del 10% l’anno.
Nel 1987 l’Agriturist chiede ed ottiene, dal Ministero dell’Ambiente, il riconoscimento di associazione ambientalista, ponendo le premesse per un diverso atteggiamento degli agricoltori verso la protezione della natura e indirizzando la protezione stessa verso una maggiore sensibilità nei riguardi dell’economia territoriale e delle imprese.
Nel 1995, a Firenze, Agriturist pone la questione dell’igiene alimentare: in un convegno internazionale denuncia il taglio “industriale” delle nuove regole dettate dall’Unione Europea e reclama maggiore attenzione verso la realtà delle imprese agricole e dei piccoli artigiani alimentari, custodi, per lo più, della tradizione e della qualità delle trasformazioni agroalimentari.

Lascia Velluti Zati, Ricci Curbastro Presidente
Con l’Assemblea del 1998, Velluti Zati lascia la presidenza dell’Agriturist, convinto della necessità di un ricambio generazionale che possa dare nuovo impulso all’Associazione per affrontare le nuove esigenze organizzative e sindacali che stanno emergendo. Indica, come proprio successore, Riccardo Ricci Curbastro, già per sei anni presidente dei Giovani Imprenditori di Confagricoltura (ANGA), affermato produttore di vini e spumanti in Franciacorta, operatore di agriturismo. Ricci Curbastro viene eletto all’unanimità.
La nuova presidenza raccoglie tempestivamente “il testimone” impegnandosi nella assistenza alle imprese con la creazione di un “Manuale di organizzazione e legislazione per l’agriturismo” che raggiunge tutte le aziende associate, aggiornandole sui temi gestionali più diversi. Pone attenzione particolare all’immagine dell’Associazione, puntando sulle relazioni con la stampa e rinnovando il marchio: il glorioso volante con fattoria stilizzata all’interno, disegnato in bianco e nero, lascia il posto alla collina verde, con strada e albero stilizzati in bianco e cielo azzurro.
Vengono anche rinnovati, il sito internet, la grafica della guida e la rivista sociale, che ora si chiama “Agrituristi” ed è rivolta essenzialmente al pubblico. Nascono la Guida trilingue per il mercato internazionale, e la guida in lingua tedesca. Con De Agostini si pubblica l’”Atlante dell’agriturismo” e le aziende Agriturist sono accolte nel portale internet Discovery Italia. La diffusione della Guida cresce grazie a convenzioni con i cral di grandi aziende.
L’organizzazione territoriale si rafforza, la collaborazione fra le diverse componenti dell’Associazione trova un nuovo momento di crescita nei convegni dei Quadri Dirigenti. Il primo si tiene a S. Benedetto del Tronto, nel 2002, seguiranno quelli di Siena e Parma nel 2003 e nel 2004; il convegno 2005 si è appena svolto a Sorrento.
Il turismo attraversa un fase di mercato difficile, l’agriturismo deve fare i conti con una maggior concorrenza all’esterno e al proprio interno. Agriturist vede in una incisiva politica in difesa della caratterizzazione e della qualità dell’accoglienza, la carta vincente per rispondere alla non facile congiuntura. A metà del 2003 partono Viterbo e poi l’Umbria, poi nel 2004 il progetto diviene nazionale: nasce la certificazione “Agriturist Qualità”.
Intanto l’Assemblea di luglio 2004 riconferma per la terza volta alla presidenza, Ricci Curbastro.
A giugno 2007 viene eletta presidente di Agriturist l’imprenditrice agricola Vittoria Brancaccio, che conduce una azienda in Penisola Sorrentina. Cessa le pubblicazioni la rivista “Agrituristi” ma vengono potenziati i servizi di informazione e promozione dell’agriturismo tramite internet; si sollecitano le istituzioni ad una maggiore attenzione verso la salvaguardia del suolo destinato all’agricoltura (che negli ultimi 25 anni ha subito una riduzione di oltre 12 mila ettari) e si chiede una più incisiva considerazione dell’agriturismo nel quadro complessivo dell’offerta turistica italiana.

Nel giugno 2010, Vittoria Brancaccio è riconfermata presidente dell’Agriturist fino al 2013.


Il quarto presidente dell’Agriturist, eletto nel giungo del 2013, è Cosimo Melacca, titolare di un’ azienda agrituristica in provincia di Savona.


Nell’ottobre 2013, giunta ormai alla sua 38a edizione, viene interrotta la pubblicazione della storica Guida Agriturist, che da 1975 ha accompagnato migliaia di turisti nella scelta delle vacanze in fattoria. Si rinnova il sito www.agriturist.it, potenziandone le funzionalità e migliorandone la grafica.

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