

Altri 79 prodotti hanno iniziato l’iter per ottenere la certificazione dall’Unione Europea
Scegli il tuo agriturismo dalla cartina d'Italia
E’ arrivato all’inizio di agosto, e pochi se ne sono accorti, il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) della seconda specialità ittica italiana, le Acciughe sotto sale del Mar Ligure, preparate con soggetti appartenenti alla razza migratoria della specie Engraulis encrasicolus, che si avvicina alla costa in acque superficiali fra la primavera e l’autunno mentre d’inverno scende in profondità fra i 100 e i 150 metri. Il periodo di pesca, secondo il disciplinare approvato dalla UE, è compreso fra il primo aprile e il 15 ottobre, ed interessa soggetti di lunghezza compresa fra 12 e 20 cm. La lavorazione deve iniziare non oltre le 36 ore seguenti la cattura e la stagionatura, che può realizzarsi nei tradizionali barili di legno di castagno o di terracotta, può durare dai 40 ai 60 giorni giovandosi del particolare clima della regione che assicura temperature miti sia in estate (non superiori ai 30°C) sia in inverno (non inferiori ai 16°C).
L’altra specialità ittica che ha ottenuto il riconoscimento UE, è la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP (Denominazione d’Origine Protetta), pesce di acqua dolce tipica di un vasto altopiano compreso fra le province di Torino, Asti e Cuneo, in Piemonte. La presenza della Tinca Gobba Dorata nella zona di produzione indicata nel disciplinare approvato dalla UE nel febbraio 2008, risale a periodi preistorici, mentre testimonianze del suo allevamento, favorito dalla natura argillosa dei terreni perciò idonei alla formazione di stagni, sono provate da documenti del XIII secolo.
Attualmente, con il recente riconoscimento delle Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP, le specialità agroalimentari italiane che possono fregiarsi dei marchi DOP e IGP sono 172, dodici in più rispetto alla Francia (che ne ha 160), 55 in più rispetto alla Spagna (117), 62 in più rispetto al Portogallo (110).
Le Regioni italiane che contano più prodotti tipici riconosciuti DOP e IGP sono: l’Emilia Romagna (con 26), il Veneto (con 24), la Lombardia con 21, la Toscana con 19, la Campania con 16, la Sicilia con 15. Per quanto riguarda le categorie di prodotto, prevalgono gli ortofrutticoli con 54 (11 DOP e 43 IGP), seguiti dagli olii extravergini di oliva (38, di cui 37 DOP e 1 IGP) e i formaggi (con 34 specialità tutte DOP). Piemonte e Lombardia dominano per la produzione di formaggi DOP (nove specialità ciascuna), mentre l’Emilia Romagna è patria di salumi (11 specialità di cui 7 DOP e 4 IGP); la Sicilia è al primo posto per l’olio extravergine di oliva (6 specialità).
Da segnalare, nella rosa dei 172 prodotti italiani DOP e IGP, anche sette tipi di castagne e marroni (Castagna di Cuneo IGP, Marrone di San Zeno DOP, Marrone di Castel Rio IGP, Marrone del Mugello IGP, Castagna del Monte Amiata IGP, e Castagna di Montella IGP, Marrone di Roccadaspide IGP), quattro tipi di pane (Coppia Ferrarese IGP, Genzano IGP, Matera IGP, Altamura DOP), tre tipi di asparago (Bianco di Cimadolmo IGP, Bianco di Bassano del Grappa DOP, Verde di Altedo IGP), tre tipi di fagioli (Lamon IGP, Sarconi IGP, Sorana IGP), due tipi di Zafferano (San Gimignano DOP e L’Aquila DOP).
Altri 79 prodotti sono stati proposti dall’Italia per la certificazione DOP o IGP (44 DOP e 35 IGP) e stanno seguendo l’iter del riconoscimento che prevede una prima fase di approvazione a livello nazionale e poi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea a seguito della quale, dopo sei mesi senza che sia intervenuta opposizione da altri stati membri dell’Unione, viene attribuito il definitivamente il marchio.
Scegli il tuo agriturismo dalla cartina d'Italia