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PRODOTTI A DENOMINAZIONE D’ORIGINE, PREZIOSI ALLEATI DEL TURISMO
Importante restituire slancio alla politica comunitaria di tutela della qualità dei prodotti agroalimentari. Nel mese di luglio due nuovi riconoscimenti per l’Italia, che raggiunge quota 181 e consolida il primato in Europa.
E’ urgente, secondo Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura), restituire slancio alla politica comunitaria di tutela e di valorizzazione della qualità dei prodotti agroalimentari.
“Le norme dell’Unione Europea per la protezione e la valorizzazione della qualità dei prodotti agroalimentari (DOP, IGP, STG e biologici) - dichiara il presidente di Agriturist - sono certamente migliorabili e bene ha fatto la Commissione a sollecitare in proposito, con il documento del maggio scorso, una attenta riflessione da parte delle istituzioni comunitarie e degli stati membri”.
“Non è facile - prosegue Vittoria Brancaccio - trovare, nel garantire la qualità dei prodotti agroalimentari, il giusto punto di equilibrio fra severità dei controlli, semplificazione delle procedure e contenimento dei costi di certificazione. Ma occorre lavorarci con grande attenzione tenendo presente che l’impegno dei produttori di specialità a denominazione d’origine garantita apporta un beneficio economico ai territori di riferimento che va ben oltre gli interessi strettamente agricoli. Assicurare a questo impegno una adeguata remunerazione sul piano commerciale è dunque essenziale, soprattutto per sostenere il turismo e, in particolare, l’agriturismo”.
“Troppo spesso indicazioni geografiche e denominazioni d’origine - conclude il presidente di Agriturist - testimoniano una tradizione ma non una realtà produttiva abbastanza consistente: gli elevati costi della certificazione e la complessità delle procedure, infatti, scoraggia gli imprenditori dall’affrontare il percorso del riconoscimento di qualità e d’origine. La politica comunitaria di tutela della qualità dei prodotti agroalimentari ha dunque bisogno di nuovo slancio e di più efficaci strategie di comunicazione”.
Intanto - sottolinea Agriturist - l’Italia, nel mese di luglio, ha ottenuto la registrazione dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e della Nocciola Romana DOP consolidando, con 181 specialità (di cui 117 DOP e 64 IGP), il proprio primato in Europa, dove rappresenta oltre il 20% dei prodotti riconosciuti a denominazione d’origine protetta e ad indicazione geografica protetta. Altri 64 prodotti, 35 DOP e 29 IGP, già godono della protezione transitoria dello stato italiano e attendono l’iscrizione nel registro europeo.