

Ponte del Primo Maggio in agriturismo: escursioni a piedi, a cavallo e in
bicicletta, visita ai parchi naturali, scoperta della cultura minore e soprattutto buona tavola e tanto relax
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“Per una volta - dichiara Vittoria Brancaccio, Presidente di Agriturist (Confagricoltura), non vorrei parlare di numeri: le previsioni, molto distanti fra loro, ascoltate alla vigilia di Pasqua, confermano quanto Agriturist ha più volte denunciato: sondaggi troppo spesso privi di fondamento...”.
“L’agriturismo - prosegue il Presidente di Agriturist - vive in primavera la sua stagione più favorevole. Deve impegnarsi al meglio per valorizzare questo momento, poi i risultati si vedranno a consuntivo. E’ ovvio che la spesa per le vacanze soffre, ma è altrettanto ovvio che continuano a viaggiare, dall’Italia e dall’estero, milioni di persone. Come settore, e come Paese, dobbiamo rimboccarci le maniche e intercettare più domanda possibile convincendo la gente che da noi si sta bene, ci si ritempra ci si diverte, si torna a casa ricaricati e culturalmente più ricchi”.
“L’agriturismo - conclude Vittoria Brancaccio - vince quando ha fiducia nei propri mezzi, cioè in quegli aspetti dell’ospitalità che gli sono peculiari e quindi più congeniali. Si deve partire dalla campagna, dalla natura, dagli spazi verdi e dall’aria aperta; e proseguire con l’agricoltura, la scoperta del cibo genuino, della buona tavola. Stiamo registrando uno straordinario successo delle escursioni: a piedi, a cavallo o in bicicletta, gli agrituristi preferiscono scoprire quello che offre il territorio e il paesaggio vicino alle nostre aziende. L’agriturismo si sceglie soprattutto per questo; e a questa esigenza, che definirei vacanza di relax, deve dare risposta”.
Gli agrituristi, nel prossimo lungo weekend del Primo Maggio, saranno, secondo Agriturist, circa 140 mila, il 5% in meno di quelli di Pasqua. Restano sostanzialmente stabili gli italiani, mentre diminuiscono gli stranieri. Ma i margini di crescita del settore ci sono, come dimostrano le presenze in crescita di tante aziende agricole che hanno imparato a “raccontare” il territorio che le circonda e a guidare gli ospiti alla scoperta della cultura minore, della natura, dello shopping tipico, enogastronomico o artigianale che sia. Internet si conferma, di gran lunga, il mezzo preferito per avere informazioni; ma sono poi la cordialità, e la qualità dell’accoglienza, a generare ritorni e passaparola, consolidando una clientela affezionata che trova il calore di una accoglienza quasi familiare.
Qualche novità, rispetto al periodo pasquale, per quanto riguarda le mete. L’analisi dei contatti ricevuti dal portale internet www.agriturist.it, segnala la Sicilia e la Campania in crescita per la domanda italiana; guadagnano posizioni Liguria e il Veneto, fra inglesi; i tedeschi aumentano vicino ai laghi lombardi; per i francesi è la Sardegna a registrare i progressi più interessanti. In generale, la regione più richiesta resta la Toscana in cui tuttavia la domanda fa fatica a tener dietro ad una offerta che ormai supera i 4000 agriturismi. Fra le province, nettamente preferite Firenze, Grosseto e Siena; la zona più richiesta è il Chianti senese. Si scostano in parte da questa tendenza generale i francesi, che indirizzano molte richieste verso Oristano, Roma e Pisa.
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